La Costituzione della Repubblica Italiana non è soltanto un fondamento giuridico, ma anche un pilastro etico e spirituale della nostra convivenza civile.
Essa rappresenta, in molti aspetti, un punto di incontro tra l’esperienza storica della Resistenza, il patrimonio culturale e umanistico del nostro Paese, e i valori universali della dignità della persona umana.
Riconosco in essa numerosi punti di contatto con la dottrina sociale della Chiesa, a partire dal primato del bene comune e dalla centralità della persona.
L’articolo 1, che proclama l’Italia una “Repubblica democratica fondata sul lavoro”, ci ricorda che ogni forma di organizzazione politica deve partire dalla persona e dalla sua capacità di partecipare attivamente alla costruzione della società.
Il lavoro, in questa prospettiva, non è solo un mezzo economico, ma uno strumento di dignità e di coesione sociale.
È una visione che risuona profondamente con quanto affermato dalla Chiesa nel corso del Novecento, in particolare nella Rerum Novarum e nella Laborem Exercens.
La democrazia delineata dalla nostra Carta è una democrazia sostanziale, non formale.
Essa chiede non solo procedure e istituzioni, ma anche cult… CONTINUA A LEGGERE SU INTERRIS.IT
