Oratorio6+: presentato oggi il progetto per rigenerare gli oratori nei piccoli paesi montani
Questa mattina, presso la sede Civico 24 delle ACLI di Sondrio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Oratorio6+ – una rete per rigenerare gli oratori nei piccoli paesi montani”, un percorso triennale che punta a rafforzare il ruolo educativo e comunitario degli oratori nei contesti montani della provincia.
Il progetto è promosso dal Vicariato, su impulso della Pastorale giovanile diocesana, ed è stato selezionato e finanziato grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Pro Valtellina, nell’ambito del bando “Porte aperte. Promuovere spazi di aggregazione giovanile e alleanze territoriali a partire dagli oratori”.
Un progetto di rete per il territorio
Il progetto ha come capofila la Parrocchia di Chiuro e vede come partner le ACLI provinciali di Sondrio, insieme a una rete articolata che coinvolge le altre comunità cristiane del vicariato, le amministrazioni comunali e diverse associazioni del territorio.
Già nella fase di progettazione, Oratorio6+ ha rappresentato un’importante occasione di collaborazione tra laici e presbiteri, che hanno lavorato insieme alla definizione delle linee educative e organizzative. Fondamentale, in questo percorso, è stato anche il contributo delle ACLI, che hanno supportato la gestione tecnica e amministrativa del progetto e che cureranno la rendicontazione.
Le ACLI sono inoltre già attive da oltre due anni nella comunità di Chiuro, prima con un recapito territoriale e successivamente con il progetto di doposcuola, rafforzando così una presenza educativa e sociale stabile.
Obiettivi del progetto
“Oratorio6+” nasce con l’obiettivo di rigenerare la funzione educativa e aggregativa degli oratori nei piccoli paesi montani, dove queste strutture rappresentano spesso uno degli ultimi presìdi educativi e sociali per bambini, ragazzi e giovani.
Il progetto intende costruire una rete tra sei comunità, ciascuna dotata di piccole strutture oratoriali che oggi faticano a mantenere la propria funzione educativa a causa della riduzione delle risorse, della disponibilità di adulti educatori e dei profondi cambiamenti negli stili di vita e nelle modalità di aggregazione delle nuove generazioni.
L’idea di fondo è che una condivisione delle intenzioni educative, delle risorse umane, degli spazi e delle iniziative possa contrastare il rischio di progressivo indebolimento – o addirittura di perdita – di questi luoghi fondamentali per la crescita dei ragazzi.
Un nuovo modello di oratorio
Il progetto affronta la sfida di ripensare il ruolo del piccolo oratorio di paese, promuovendo una logica di rete e di integrazione tra le proposte educative. L’intervento si articola in due macro-azioni principali, accompagnate da un’attività trasversale di supporto al processo comunitario:
– La prima macro-azione, rivolta agli educatori adulti, prevede quattro attività finalizzate a costruire pratiche collaborative e una visione educativa condivisa all’interno della rete degli oratori.
– La seconda macro-azione, articolata in sei attività, è destinata a preadolescenti, adolescenti e giovani, con proposte educative pensate per rispondere ai loro bisogni e alle loro modalità di partecipazione.
Il percorso sarà accompagnato da educatori professionali.
Uno sguardo al futuro
Al termine dei tre anni, il principale risultato atteso è la costruzione di un metodo di lavoro condiviso, basato su una gestione in rete e su un gruppo stabile di indirizzo educativo. L’obiettivo è garantire la continuità e la sostenibilità delle attività oratoriali, rafforzare la comunità educante, sviluppare un’identità specifica per ciascun oratorio e aumentare il coinvolgimento di ragazzi e giovani nella vita di questa nuova forma di oratorio di comunità.




